Il dato viene prima del racconto

Un osservatorio digitale non dovrebbe obbligare il visitatore a cercare il dato. Il dato deve essere la prima cosa visibile.

Per questo Ivrea Observatory usa la dashboard come homepage. Non è una scorciatoia grafica: è una scelta di identità. Il sito non nasce per presentare un progetto in astratto, ma per osservare in tempo reale.

La pagina principale deve rispondere subito a domande semplici: che tempo fa? C’è vento? Sta piovendo? È buio? La luna disturba l’osservazione? Ci sono fulmini?

Una dashboard leggibile anche da telefono

La prima ispirazione è quella di una app meteo: grandi numeri, card immediate, icone semplici, poca decorazione non necessaria.

Su mobile la pagina deve restare compatta. Su desktop deve respirare di più, ma senza trasformarsi in una brochure. Il punto di equilibrio è una dashboard che occupa bene lo spazio e rimane consultabile a colpo d’occhio.

Il menu non deve rubare la scena

Journal, About, Privacy e Cookie sono importanti, ma non devono competere con la dashboard. Per questo il menu desktop è minimale e il menu mobile diventa un burger laterale.

La sezione fulmini non è nel menu principale: è una funzione della dashboard. Ha senso raggiungerla dalla card “Fulmini”, non trattarla come pagina istituzionale.

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